Approfondimento
Analisi ed evoluzione del clima con le serie storiche
Gli osservatori meteorologici hanno permesso, attraverso la catalogazione dei dati di terra, la conoscenza delle leggi della fisica dell'atmosfera e il progresso nel campo delle previsioni meteo. Oggigiorno sono indispensabili alla comprensione dei cambiamenti climatici
Cos'è un osservatorio meteorologico?
Gli osservatori meteorologici sono presidi in cui sono allestiti dei sensori (strumentazioni manuali o centraline automatiche) preposti alla raccolta dei dati relativi ai fenomeni meteorici (temperatura, precipitazioni, ventilazione, umidità, radiazione solare e altro ancora). Se di lunga data, sono fondamentali allo studio del topoclima (il clima del luogo) e dei suoi mutamenti.
La nascita degli osservatori in Piemonte
Il Piemonte ha una fiorente presenza di osservatori meteorologici anche antichi: Torino ha iniziato la sua lunga serie di misure sin dal lontano 1753, ma nel corso dell’Ottocento sono nati numerosi altri punti di osservazione.
Va in particolare citata la fondazione della Società Meteorologica Italiana nel 1864, grazie all’opera mecenatesca e allo spirito scientifico del padre barnabita Francesco Denza (nella foto). In questo contesto sono stati fondati numerosi osservatori meteorologici, tra cui anche quello di Novara, che ha iniziato le sue osservazioni il 1 gennaio 1875.
Dall'Ottocento a oggi... sempre in funzione
Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, la Società Meteorologica Italiana (SMI) arrivava a contare oltre 250 osservatori nazionali, dopodiché l’ente ha per alcuni decenni conosciuto una situazione di stallo. Alla Società meteorologica intanto si sono sostituiti dapprima il Regio Ufficio Centrale di Meteorologia e, nel Novecento, il Servizio Idrologico Nazionale (i cui dati sono pubblici e consultabili presso gli Annali Apat).
Gli osservatori
Per esempio il territorio provinciale di Novara era coperto da numerosi punti di osservazione: oltre a quello presente al centro del capoluogo, per la provincia di Novara hanno a lungo funzionato gli osservatori meteorologici di Borgomanero, Romagnano, Ghemme, Lesa, Mottarone, Cerano, Momo e occasionalmente anche altri di vita più breve.
Il declino negli anni
La mancanza di personale che presidiasse gli osservatori, e la progressiva militarizzazione della meteorologia (che ha comunque il merito di aver installato stazioni aeroportuali nella regione) hanno portato alla soppressione di molti di questi punti di osservazione nel corso degli anni Settanta
La rinascita
Dagli anni Ottanta, invece, la meteorologia territoriale ha ritrovato nuova linfa. Il climatologo Luca Mercalli ha restaurato la Società Meteorologica Italiana, diventata fiore all’occhiello della meteorologia nazionale, ripristinando anche molti osservatori. Sono nate alcune reti con stazioni meteorologiche automatiche (rete ARPA della Regione, rete Agrometeorologica, reti di meteoamatori come il Centro Meteo Lombardo).
A Novara una serie ultracentenaria
A Novara è presente una importante serie meteo-climatica. La serie di Novara conta a oggi ben 147 anni di vita, ed è stata recentemente restaurata dopo un lavoro durato un intero biennio dallo storico del clima Luca Dal Bello, che ha curato anche i contenuti scientifici di questo percorso.
Come si restaura una serie...
Per “restaurare” una serie lo storico del clima deve compiere un’insieme di operazioni di ricerca. La prima è il reperimento dei dati delle stazioni di osservazione che sono presenti storicamente sul territorio; segue la fase di omogeneizzazione dei dati. Infine avviene l’assemblaggio vero e proprio con la restituzione della una serie che, a questo punto, può dirsi coerente e attendibile da un punto di vista scientifico.
La prima fonte è stata la serie dell’Osservatorio Mossotti di Novara, posto in una torretta del vecchio istituto nei pressi dell’Ospedale Maggiore, che ha funzionato dal 1875 al 1943. I dati sono stati reperiti dal “Bullettino” mensile di Padre Denza, concessi dalla Società Meteorologica italiana, dal Bullettino Regio e dagli Annali Idrologici.
La seconda fonte è rappresentata dai dati dell’Osservatorio Est Sesia, disponibili dal 1943 e tuttora raccolti, posto in via Negroni e gestito dal consorzio di irrigazione, i cui dati sono reperibili dagli Annali Idrologici della sezione di Milano.
La terza fonte è quella dell’Osservatorio geofisico del quartiere Torrione Quartara, che ha gentilmente concesso la consultazione dei dati raccolti dal 1993.
Dati omogenei per una serie attendibile
L’omogeneizzazione è un’operazione fondamentale se si vuole ricostruire una serie storica, in quanto i dati, nel corso degli anni, possono essere rilevati con modalità differenti (per esempio i sensori vengono spostati ad altezze diverse, o comunque possono guastarsi), e rischiano di creare delle incongruenze di natura non climatica. Ecco perché nel processo di restauro, vanno applicati alcuni “filtri” statistici per correggere queste incongruenze (test di Craddock, test SNHT) e rendere la serie confrontabile nei vari periodi storici. Nella serie restaurata di Novara citata in questo approfondimento, l’omogeneità è riferita all’attuale osservatorio dell’Est Sesia, presente e funzionante in centro città.
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